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LO SAPEVI CHE SI POSSONO CURARE LE FERITE CON LO ZUCCHERO?

Lo zucchero come antibatterico

La famosa frase di Ippocrate: “Lasciate che il cibo sia la vostra medicina e la vostra medicina sia il cibo” è spesso citata dai nutrizionisti. Grazie ad un infermiere, originario dell’Africa e ai suoi esperimenti sullo zucchero, ora possiamo prendere questa citazione alla lettera.

Lo zucchero, infatti, non è soltanto un alimento ma, anche un rimedio efficace per curare il corpo.

La storia di questa scoperta ha origine non solo dalla scienza e dalla ricerca ma, soprattutto dalla povertà e dalla difficoltà di trovare medicinali nei paesi poveri.

Fin da bambino il dottor. Moses Murando, autore della ricerca e docente d’infermieristica all’Università inglese di “Wolve Rhampton”, ha sperimentato gli effetti dello zucchero come sostituto di antibiotici e disinfettanti.

Nato in Zimbabwe, Murando da bambino era curato dal padre con il sale quando si feriva e se il sale non era disponibile, suo padre, usava lo zucchero. Proprio dai suoi ricordi d’infanzia, nasce la sua ricerca pilota sulle proprietà dello zucchero, pubblicata dalla rivista “Journal of Wound Care”.

Questa importante rivista, a marzo di quest’anno, l’ha premiato con il “The Best Reserch from a Developing Country Award”.

 

Lo studio pilota.

 

Per sperimentare gli effetti dello zucchero, in modo controllato e randomizzato, servivano al dottor Moses finanziamenti che non aveva, quindi, ha potuto eseguire solo un test pilota in vitro sull’efficacia di questo alimento nel combattere i microbi. I tipi di zucchero usati sono stati: quello di canna granulato, di barbabietola o bianco e il demerara.

Lo zucchero a basse concentrazioni nutre i batteri ma, c’è una soglia oltre la quale diventa letale per molti microbi e batteri, lo studio aveva come intento quello di stabilire tale quantità minima in grado di funzionare da antibatterico e antimicrobico.

Lo zucchero è stato testato per 21 giorni, su ben 18 batteri Gram positivi e Gram negativi, tra cui i più noti sono: Escherichia coli e Pseudomonas aeuruginosa. Il campione di 22 soggetti su cui stata condotta la sperimentazione erano tutti ricoverati in reparti di chirurgia vascolare e ambulatoriale e presentavano ferite infette, difficili da trattare con i normali farmaci.

 

I risultati dello studio pilota.

 

Lo studio ha dimostrato che lo zucchero è stato efficace nella cura delle ferite infette in circa 11 giorni, riducendo velocemente tutti i sintomi della ferita. Lo zucchero, inoltre, non ha influito sui livelli di glicemia dei soggetti diabetici. Le ferite che non rispondevano agli antibiotici, come testimoniano i pazienti del dottor Moses, hanno avuto veloce beneficio e guarigione grazie allo zucchero applicato direttamente sulle ferite che, sono poi coperte da bende. Indolore, economico e alla portata di tutti lo zucchero ha evitato anche nei pazienti diabetici l’amputazione di un arto.

 

Perché lo zucchero uccide microbi e batteri?

 

Le confetture o marmellate della nonna conservano a lungo la frutta e evitano la proliferazione di batteri dannosi, come il botulino; la causa di tale efficacia è proprio nello zucchero. Lo zucchero, sulle ferite infette sembrerebbe, a dosi elevate, in grado di impedire la proliferazione di batteri, grazie al fatto di inibire il passaggio nella ferita di acqua e aria, infatti, l’assenza di umidità sembrerebbe essere la causa della morte dei batteri e la fine della loro proliferazione.

 

Perché questa scoperta è di grande utilità?

 

Alla portata di tutti, più facile da trovare in molte zone povere del mondo rispetto ai farmaci, lo zucchero, si è dimostrato efficace anche contro i superbatteri resistenti agli antibiotici e ciò rende la scoperta straordinaria per tutti noi.

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Categoria: Mangiare bene