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CHE COS'È L'EMOTIONAL EATING E PERCHÉ NON TI FA DIMAGRIRE?

Panino

L’emotional eating è la gestione delle proprie emozioni negative attraverso il cibo. È il mangiare emozionale, ossia, quando mangiamo in seguito ad eventi che hanno scatenato in noi emozioni negative che, fronteggiamo usando il cibo.

Rabbia, paura, ansia, tristezza, perdita e delusione sono emozioni con cui tutti devono imparare a convivere, tuttavia, molti cercano di reprimerle o affrontarle erroneamente mangiando. Tra le motivazioni più frequenti dell’aumento di peso ci sono le perdite e i cambiamenti che la vita ci impone e che vanno elaborati e gestiti.

 

Hilde Bruch è una psichiatra americana di origine tedesca che ha studiato per decenni i disturbi del comportamento alimentare. Secondo la Bruch il mangiare emotivo ci viene trasmesso da nostra madre nei primi mesi di vita.

 

La madre deve rispondere a differenti bisogni del neonato, se la madre a tutti questi bisogni risponde sempre con il cibo, contribuirà a formare un adulto che a ogni difficoltà userà il cibo come rimedio diventando una persona in sovrappeso o obesa.

 

Questa teoria può essere accettata o non accetta come causa, ma, è certo che tante persone mangiano in modo emotivo per fronteggiare le emozioni negative.

 

Come affrontare l’emotional eating?

 

Quando proviamo emozioni negative, non dobbiamo cadere nell’automatismo di cercare di reprimere, soffocare o eliminare.

La prima cosa da chiarire è che spesso agiamo in modo automatico, ossia, non ci rendiamo neppure conto del perché mangiamo, se affetti da emotional eating, abbiamo sviluppato un comportamento che si avvia in modo automatico e che va interrotto.

 

Quando litighiamo, quando siamo delusi, quando siamo preoccupati senza neppure accorgercene ingurgitiamo quantità di cibo eccessivo. Prendere consapevolezza di questo è il primo passo.

Una volta compreso che agiamo in questo modo, dobbiamo cercare altre strade per fronteggiare le emozioni negative. Ci sono tanti comportamenti che possiamo mettere in atto per sostituire il cibo nella gestione delle emozioni.

 

Se ci fanno arrabbiare, possiamo trarne beneficio indossando un paio di scarpe comode e andare a camminare fino a che non ci siamo calmati. Se siamo tristi, possiamo chiamare un amico e sfogare le nostre emozioni con il dialogo e con il confronto.

Qualunque comportamento che sostituisca il cibo nei momenti difficili va bene, l’importante è non cadere nell’automatismo di aprire il frigo o la credenza e abbuffarci in pochi minuti.

 

Tutte le attività, inoltre, che ci piacciono sono un deterrente per il frigo. Avere una vita piena di cose anche piacevoli è fondamentale per non cercare la gratificazione solo nel cibo.

Il ballo, la lettura, il cinema, i viaggi ecc. ogni passione o attività che ci fa stare bene è il mezzo giusto per uscire dalla emotional eating.

 

Il primo passo per sconfiggere l’emotional eating è la consapevolezza, dunque, il secondo è spezzare gli automatismi, il terzo è sostituire il cibo con altre azioni per gestire le emozioni negative, infine, avere una vita ricca di attività che amiamo è l’ultimo importantissimo passo.

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Categoria: Perdere peso