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A NATALE ATTENZIONE ALLA SINDROME DEL PIATTO PULITO!

Natale e sindrome del piatto pulito

La sindrome del piatto pulito è un comportamento sbagliato che quasi tutti mettiamo in atto. A Natale questo comportamento compulsivo o sindrome si può amplificare e fare danni ancora maggiori di quelli che fa abitualmente a salute e linea.

 

Che cos’è la sindrome del piatto pulito?

 

Questo comportamento, indotto nelle persone fin dai primi anni di vita, va oltre i segnali dati in modo naturale dal corpo e ha radici antiche. A partire, infatti, della lotta alla sopravvivenza passando per le carestie e le guerre mondiali fino ad arrivare ai nocivi sensi di colpa per i bambini che muoiono di fame si arriva a non tollerare residui di cibo nel piatto.

Fino a che il piatto è pieno e ricco di cibo, non ci crea reazioni importanti ma, quell’ultimo pezzetto di torrone, di panettone e di qualunque altra cosa appetibile che rimane dobbiamo mangiarlo per pulire il piatto.

In realtà il corpo umano era in grado di dare un segnale ben preciso di stop o sazietà che ci induceva a smettere anche davanti alle ultime briciole o resti di cibo nel piatto.

Grazie secoli di frasi come: “Se finisci tutto c’è una sorpreso o un regalo”, generazione dopo generazione se un piatto ha resti di cibo c’è sempre qualcuno che lo deve pulire, mangiando ciò che rimane. Chi non ha mai sentito dire: “Hai visto che bravo ha finito tutto?”.

Ormai è una compulsione, un gesto automatico e incontrollabile che incide su linea e salute perché significa andare oltre la sazietà e mangiare calorie di troppo.

Tutti sappiamo che i bambini in alcune parti del mondo patiscono la fame e sappiamo anche che mangiando troppo non li aiutiamo e danneggiamo noi stessi ma questo circolo vizioso non ha fine e a Natale raggiunge i suoi massimi livelli.

 

Che cosa dice la scienza sulla sindrome del piatto pulito?

 

Sono state condotte diverse ricerche su questa bizzarra ma, alla fine molto dannosa, sindrome.

Secondo la dott.ssa Lona Sandon, direttrice del dipartimento di nutrizione clinica nella scuola delle professioni sanitarie all'Università del Texas Southwestern Medical Center di Dallas:"Questo cibo extra può portare ad un aumento di peso o ostacolare i tentativi di perdita di peso".

Secondo Lona Sandon chi lavora nel settore della nutrizione il primo grande passo da fare è convincere le persone ad accettare che non devono mangiare tutto ciò che hanno nel loro piatto, che non è un crimine buttare nella spazzatura ciò che non ci va più, e che sono proprio quei pochi morsi extra con il tempo a portare a problemi seri di salute.

Una nuova ricerca, inoltre, chiarisce che è davvero solo quando viene lasciato un po' di cibo sul piatto che il fenomeno "clean-the-plate" entra in gioco; ad un piatto ancora pieno sembra essere molto più facile resistere.

In ben quattro esperimenti degli scienziati guidati da Veronika Ilyuk, della Hofstra University di Hempstead a New York, hanno più volte scoperto che un solo alimento lasciato sul piatto esercitava un’ attrazione a fine pasto molto più forte rispetto a piatti pieni di cibo.

E il team di ricerca ha inoltre scoperto che le persone scelgono spesso di credere all'incredibile: quell'ultimo biscotto è in realtà un bene per loro e per chi non ha cibo.

Non importa che i due pollici di glassa zuccherata sopra un cupcake da 1.000 calorie suggerisca il contrario il fenomeno "clean-the-plate" ci porta a pensare solo uno non cambia di certo le cose.

Riguardo a cosa guida l'impulso di pulizia del piatto, la Sandon ritiene che esso sia legato anche all’appetibilità e afferma “Questi cibi sono altamente appetibili e possono guidare il desiderio di mangiare", in particolare quando si tratta di cibi ricchi di grassi, zuccheri o sale.

Questo per la Sandon, significa che una strategia efficace per combattere questa sindrome potrebbe essere quella di mangiare cibi con meno grassi, zuccheri aggiunti e sale. Raramente, infatti, si pensa: "Ho solo bisogno di mangiare l’ultimo broccolo ma, sono già pieno."

Un'altra strategia, è usare pacchetti o contenitori piccoli per avere un controllo sulle porzioni.

La consapevolezza, tuttavia, è la strategia migliore, prendersi un momento per analizzare i nostri pensieri e quello che stai dicendo a te stesso quando sei tentato di prendere quell'ultima fetta o pezzetto.

 

Perché il Natale è il momento in cui serve più attenzione a questa sindrome?

 

A Natale il cibo abbonda ed è quel tipo di cibo che scatena la sindrome del piatto pulito, ossia, grasso, dolce appetibile. Vassoi da condividere in cui l’ultimo pezzetto di torrone o l’ultima fetta di panettone diventa proprio irresistibile.

Durante le feste, la sindrome del piatto pulito si amplifica poiché al pensiero “che sarà mai un ultimo pezzo di torrone", si aggiunge il pensiero “almeno a Natale mi lascio andare”.  Per stare bene non serve ripulire i piatti mossi da idee e convinzioni sbagliate, non usciamo dal Natale pentiti di aver esagerato, ricordiamoci che basta una porzione per soddisfarci e che gettare via gli avanzi non è “peccato”. 

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Categoria: Benessere